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Maratonina Città di Vinci 39a edizione

La prima corsa competitiva del 2026 arriva dopo una lunga pausa: l’ultima risaliva all’8 dicembre, con la Mezza Maratona di San Miniato. Dopo settimane di camminate e pochissima corsa, decido di rimettermi in gioco scegliendo una gara che conosco bene: la Maratonina Città di Vinci giunta quest’anno alla sua 39a edizione.

L’ultima partecipazione era stata nel 2020, poco prima dello scoppio della pandemia. La partenza è puntuale, alle 9.15, dalla Piazza del Cavallo. Con sorpresa mi accorgo subito dell’elevata partecipazione. Il sole accompagna la gara e la temperatura è tutto sommato favorevole.

Il primo tratto in discesa mi aiuta a sciogliermi e a sentirmi meno impacciato, nonostante una preparazione praticamente inesistente. L’illusione dura poco: terminata la discesa, il fiato non arriva e i chilometri successivi diventano una vera prova di resistenza, fino quasi a costringermi a camminare.

La salita del cimitero ci riporta verso il centro, passando nuovamente dalla zona della partenza. Da lì una discesa verso gli impianti sportivi mi permette di recuperare leggermente, ma subito dopo arriva la temuta via Ripalta: una salita impegnativa che, una volta superata, lascia spazio a un’alternanza di discese e nuove rampe fino a Sant’Ansano.

Il tracciato ricalca fedelmente quello del 2020: continuo saliscendi, tecnico e mai monotono. Proprio all’ingresso del borgo di Sant’Ansano, durante la lunga discesa verso Dianella, avverto una fitta improvvisa alla coscia sinistra, simile a uno strappo. Da quel momento sono costretto a rallentare e ad abbandonare qualsiasi tentativo di alternare corsa e passo veloce.

L’idea del ritiro mi attraversa la mente, ma dura poco. Ho superato i sette chilometri e, su quindici totali, mollare non avrebbe senso. Stringo i denti e proseguo.

Affrontiamo la salita di San Donato e, una volta in cima, si apre uno dei tratti più suggestivi del percorso: la Strada Panoramica. Un “mangia e bevi” ideale per correre, se non fosse per il dolore che ora coinvolge anche il polpaccio destro, aggravato da un vento freddo e contrario.

I riferimenti cronometrici del passato sono ormai lontani e il pensiero di chiudere nelle ultime posizioni non è più un’ipotesi remota. L’obiettivo diventa uno solo: terminare la gara sotto le due ore.

Superata la Panoramica, torno su via Ripalta, questa volta in discesa. Da lì il percorso passa dalla zona dell’Oleificio Montalbano per poi rientrare sulla strada principale verso Vinci, con l’ultima, inevitabile salita.

Taglio il traguardo in 1h 59’ 02”. Non è il tempo di una volta, ma è una vittoria personale: ho portato a termine una gara durissima, restando sotto il limite che mi ero imposto.

Questa volta è stata davvero una battaglia.

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